La chiusura delle vie respiratorie

La chiusura delle vie respiratorie

Quando la chiusura delle vie respiratorie è solo parziale si determina una riduzione del flusso aereo (ipopnea). Invece se la faringe si chiude completamente, la respirazione si interrompe (apnea). Una situazione rischiosa e potenzialmente mortale.

Con il continuare della fase di apnea, il livello di ossigeno nel sangue si riduce (ipossiemia) e proporzionalmente cresce il livello della anidride carbonica aumenta (ipercapnia). Quando si giunge ad una situazione critica il cervello viene informato del problema, e invia un messaggio di allarme (attraverso il rilascio di adrenalina e attivando il sistema simpatico).

La sindrome da apnee notturne provoca nel paziente il risveglio del cervello (arousal), che conduce all’attivazione dei muscoli dilatatori della faringe (che durante il sonno si rilassano) e quindi l’immediata sospensione della fase di apnea.

Il risveglio in realtà non è tranquillo, a questo punto il paziente effettua alcuni respiri fragorosi, consentendo di ristabilire un livello di ossigenazione accettabile. I risvegli sono spesso di breve durata e al risveglio il soggetto non ha ricordo di quanto accaduto durante il sonno.

In casi più gravi il paziente si sveglia di soprassalto con la sensazione spiacevole di soffocare (un condizione reale e non solo immaginaria), questo è un sintomo importante di potenziale Sindrome delle Apnee del Sonno.

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